Scoperto il “Casaleno” di Maniace!? ! come viene definito da P. Gesualdo De Luca.

O la Casilina di Maniace? Come viene chiamato da Benedetto Radice!?!

www.symethos.it
   

A pochi giorni dalla notizia della riscoperta della Villa Romana, e a circa 500 metri di distanza, in linea d’aria con essa, a 2 metri di profondità, vengono trovate delle tombe che gli esperti archeologi dichiarano essere bizantine del VII-VIII secolo d.C..

Durante i lavori di scavo, per la messa in opera della tubazione del metanodotto in località “Balze”, nei pressi del Castello di Maniace, vengono alla luce diverse tombe. Autorizzati dalla Soprintendenza BBCCAA di Catania, si sono avviati gli scavi per il prelevamento dei reperti. “Sicuramente ci troviamo dinanzi a una necropoli bizantina, ci dicono gli esperti, e non lontano dovrebbe esserci anche la “città”.
Scoperto dunque, il Casale di Maniace? Chissà!? Potrebbe anche essere, visto che di esso ne parlano gli storici.

 
Sotto il regno normanno così scrive di Maniaci il geografo arabo Edrisi, vissuto nel 1154 alla corte di re Ruggiero: “E’ questo Maniace che si chiama altresì Ghiran ed-Dequq (Grotte della Farina) villaggio in pianura, ben popolato, ed ha un mercanto e dei mercatanti, territorio ferace ed abbondante d’ogni maniera.  
 

Il Castello e Borgo di Maniace stette ben popolato sino ai tempi di Guglielmo II Re di Sicilia; dai documenti appare che sino al 1402 il castello di Maniace fioriva. Ma pare che nel 1444 fosse cessata assolutamente l’esistenza di Maniace. Non si conosce il perché. Il De Luca afferma che Maniace fu distrutta dal terremoto del 1444.. L’Abate Amico nel suo Dizionario Topografico di Sicilia scrisse che Bronte avesse preso suo principio dalle rovine della città di Maniace.

Dell’esistenza del vecchio casale bizantino, posto sulla riva sinistra ove corre piccolo il Simeto ne parla anche Benedetto Radice. E proprio qui nell’aprile del 1905 sono stati scoperti avanzi di mura di un edificio e di una conduttura di bagno, con due bei mosaici romani del basso impero, istoriati di animali e di figure umane. L’illustre prof. Orsi fa una dettagliata descrizione dei locali.

Nello stesso podere, continua il Radice, s’eran trovati dei pavimenti di marmo e dei cadaveri sepolti nella nuda terra, senza segni, con dei gusci di conchiglie marine sotto la testa. Di tali gusci che servivano da giocattoli alla povera gente, se ne trovano in tombe sicule, greche, romane, cristiane, bizantine; onde nulla si può determinare riguardo all’epoca di queste tombe, ma è da crederle bizantine, essendosi trovate fra i cadaveri delle crocette di forma greca, e greca in parte era la popolazione…….

I mosaici ivi trovate provano che lì sorgeva qualche ricca abitazione o fortezza ed il punto era strategico per custodire la via fluviale o consolare che da Taormina conduceva a Siracusa.
Il vecchio Maniag, dunque, ritrova le sue radici!

 
 
M L C
 
     
     
Home | Top | Stampa